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lunedì, 17 Maggio, 2021
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Saison Culturelle: “Les Hard Griots”, narrazioni metal e poetiche rap sull’animo umano

L’appuntamento, tenuto conto delle misure anticovid vigenti, sarà visibile esclusivamente in streaming, gratuitamente, sul sito www.bobine.tv dalle ore 18.30 di sabato 1° maggio e fino al 5 maggio 2021. Il sito è raggiungibile anche cliccando sul banner della Saison culturelle nella home page del sito aosta.citynotizie.it

Les Hard Griots (I Duri Poeti) è uno show di musica e parole in stile Rap e Metal, dove i protagonisti si rendono narratori di storie (i griots appunto) per raccontare le umane vicende.

Per farlo scelgono di applicare “la spietatezza dei guerrieri”, quella capacità di osservare la società con sguardo disincantato che nulla concede alle illusioni, alle giustificazioni, alle interpretazioni, alle ideologie di ogni tipo che impediscono di seguire il filo introspettivo fino al centro del labirinto e cogliere l’animo umano nella sua essenza.

Fungo (aka Fabio Rean) & Sago e i Crohm, giocano sul titolo e lo reinterpretano come “Lezards Griots” (“Le Lucertole Narratrici”), utilizzando l’ancestrale simbolismo come guida nell’esplorazione delle profondità umane per affrontare le difficoltà, contattare i propri talenti e rinnovarsi.

L’opening live act è affidata a Fabio Rean aka Fungo, accompagnato da Dj Sago alla consolle e nelle doppie. Le sue canzoni affrontano tematiche crude e introspettive, succo concentrato di pensieri e considerazioni scaturite dalla vita quotidiana, con l’intento di trasformare gli episodi e le vicissitudini dell’esistenza da negativi in positivi.

Energia, presenza scenica, forza del rap in uno stile fatto di rime incrociate, incastri, punchlines, ossimori, sinonimi e allitterazioni, testi espliciti e senza fronzoli, privi di filtri o barriere, scaglieranno in faccia allo spettatore la cruda realtà.

Fungo, 30enne valdo-toscano che scrive testi e canzoni da quando il rap era una musica di nicchia, preferisce definirsi songwriter, attingendo alla sua vena di depresso cronico, mai contento, per inoculare e concentrare nei dettagli delle sue canzoni il “bisogno fisiologico dell’arte”. Il suo stile è originale e aggressivo, anche per le influenze metal che ha nel sangue, caratterizzato da una rappata nata da un misto di extrabeat fino a pezzi cantati e altri quasi “urlati”, distinguendosi nelle strumentali che varieranno dall’elettronica, al rap classico fino al rap hardcore. Il suo amore per Slipknot e System of a Down lo portano ad abbracciare il progetto Les Hard Griots per incrociare il taglio musicale dei Crohm sulle note della sua “Post Fata Resurgo”, pezzo cantato e riarrangiato in chiave “crossover” per l’occasione, offrendo inoltre la sua voce come ospite allo show della band.

Sarà quindi la volta dei Crohm, prima e storica band heavy metal valdostana, attiva fra il 1986 al 1988 e quindi di nuovo dal 2014 a oggi in una seconda vita artistica che li ha portati a incidere i tre CD “Legend And Prophecy” (2015), “Humanity” (2017) e “Failure In The System” (2020), esibirsi in 50 live show, rappresentare la Valle d’Aosta alle finali nazionali di Arezzo Wave 2020 e inserire il video e brano “The Wash-Sin Machine” nel film “The Chain”, suspence-thriller di produzione americana diretto da Stefano Milla, nel cui cast sono presenti Jason R.Moore (“The Punisher”) e Mishael Lopes Cardozo (“Vikings”, “Game of Thrones”).

La musica dei Crohm è un metal classico con linee melodiche che lo rendono apprezzabile a chi ha il rock nel bagaglio culturale, ma è anche un concentrato di ruvide tracce che trattano della natura umana nei suoi infiniti meandri, dai più oscuri ai più luminosi. Saranno affiancati dalla violinista Flavia Simonetti in numerosi brani dello show.

Les Hard Griots sarà l’occasione per compiere un viaggio interiore fatto di parole e suoni, facendosi trasportare da linee di basso e potenti riff di chitarra verso emozioni e sentimenti ‘caldi’, ‘entusiasmanti’ e ‘intensi’ oppure ‘freddi’, ‘gelidi’ e ‘tristi’ scatenati nella psiche umana dalla vita quotidiana. Sostenuti dal ritmo di energici tamburi e accompagnati dalle note di un morbido violino ci si immergerà in quei momenti in cui ci si sente persi nelle nebbie, stanchi e demotivati, quando tutto sembra perduto per farsi guidare dalle parole dei testi fuori dal pericolo, oltre gli apparenti vincoli “…della palude dei tuoi stessi dubbi”.

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