lunedì, Marzo 4, 2024
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Il Consorzio Fontina con Afidop per dire no al Nutri-score

Il Consorzio produttori e Tutela della DOP Fontina si è unito oggi ad AFIDOP, l’Associazione Italiana Formaggio DOP, nell’evento evento tenutosi all’Acquario Romano alla presenza delle istituzioni insieme alla principali DOP caseari italiane, al nutrizionista Luca Piretta e allo chef Davide Oldani per dire NO al Nutri-score, l’etichetta a semaforo che potrebbe entrare in vigore in tutta l’Unione europea alla fine di quest’anno.

Il Nutri-score, mette a rischio i formaggi simbolo del Made in Italy alimentare, già alle prese con la contrazione dei consumi e con l’emergenza materie prime per l’alimentazione animale innescata dal conflitto in Ucraina.

Il Consorzio Fontina motiva il suo No al Nutri-Score alla presenza delle Istituzioni, insieme ad AFIDOP perché l’etichetta a semaforo, attribuendo un colore “sfavorevole” a prodotti come formaggi, ne disincentiva il consumo e dà informazioni limitate e fuorvianti ai consumatori. Con buona pace della Dieta Mediterranea (dal 2010 Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO), che ha in questi alimenti un “ingrediente” fondante, da sempre.

Andrea Barmaz, Presidente del Consorzio Fontina DOP, dichiara: “Siamo contrari all’introduzione di un’etichetta che non ha nessun beneficio scientificamente provato sulla salute. La genuinità della Fontina DOP, assicurata dalla filiera corta e dall’eccezionale salubrità dell’ecosistema valdostano, è una delle caratteristiche che ha spinto il Wall Street Journal ad inserirla tra i 30 migliori formaggi al mondo ed è così amata in Valle d’Aosta da diventarne quasi il simbolo”.

Insieme all’evento, il Consorzio aderisce anche alla campagna social promossa da AFIDOP che, a partire da oggi, mette al centro 10 piatti iconici italiani “SENZA” in cui il formaggio è ingrediente distintivo promuovendo l’hashtag #ConIFormaggiDOPeIGP. Il Consorzio ha scelto per la campagna un piatto come FINOCCHI AL GRATIN DI FONTINA DOP, una ricetta che apporta proteine e fibre in discreta quantità. Si perdono con la cottura parte delle vitamine del gruppo B della fontina e della C del finocchio. Rimangono abbondanti i minerali come il calcio e il fosforo.

La Fontina DOP è uno dei pochi formaggi italiani ad essere prodotto esclusivamente con latte intero appena munto, crudo (non trattato termicamente) proveniente da una sola mungitura. Il latte crudo è particolarmente ricco di vitamine, proteine e fermenti lattici vivi ed è in grado di fornire all’organismo ingenti quantità di calcio e ferro. Proprio per l’assenza di trattamento termico, la materia prima deve provenire da allevamenti in cui siano assicurati elevati standard igienici e benessere animale. Si tratta, inoltre, di un latte freschissimo perché va lavorato entro due ore dalla mungitura. Un circuito virtuoso per la salute e la natura.

Per il nutrizionista e gastroenterologo Luca Piretta: “La dieta è un comportamento complessivo che si tiene ogni giorno, tutti i giorni. Non è fatta solo di un cibo o di un colore verde che dà l’idea di poterne mangiare a volontà o di un colore rossa che fa apparire un determinato alimento come proibito. Sono l’educazione e la consapevolezza nutrizionale a fare la differenza. Etichette a semaforo, oppure con lettere apposte come un voto scolastico, basate su quantitativi di riferimento (100 grammi) scollegati dalla dieta e dalla porzione consigliata, fa notare Piretta, sono ingannevoli rispetto alla reale natura del prodotto singolo, e alle quantità effettivamente consumate. Ad esempio, la quantità di formaggio aggiunta a una ricetta può essere molto variabile a seconda del tipo di formaggio o della pietanza e quella di olio extravergine da 10 a 20 grammi. Per altri prodotti, come pizza o patate o frutta e verdura, la porzione è solitamente superiore a 100 grammi.”

Secondo Davide Oldani, chef stellato e Ambasciatore della cucina italiana nel mondo, “La cucina è armonia quando nutre e fa bene, è fondata sulla varietà, è amica di stagioni e territori. Un po’ come i formaggi, che facevano parte della dieta dei nostri nonni e bisnonni e non dovrebbero mancare neanche in quella dei nostri nipoti. Dietro ogni formaggio DOP c’è tutta una cultura enogastronomica fatta di tradizioni, persone, territori e clima che il mondo ci invidia. Penalizzando i formaggi certificati, il Nutri-Score mette rischio ricette dove la presenza (o l’assenza) del formaggio fa tutta la differenza del mondo, tanto a casa quanto al ristorante.”

Se il Nutri-Score venisse approvato dall’UE, a farne le spese non sarebbe solo il consumatore, ma anche il Sistema-Paese. Secondo il rapporto Ismea-Qualivita, quello dei formaggi DOP/IGP è un comparto strategico del Made in Italy alimentare, con 55 prodotti caseari a denominazione e quasi 26mila operatori, che generano un valore di 4,2 miliardi di euro alla produzione, pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP. Un modello che rappresenta una tradizione millenaria che nessuno in Ue riesce ad uguagliare, una filiera che le decisioni di Bruxelles mettono a rischio… a 30 anni esatti dalla nascita delle DOP e IGP.

“Diciamo no al Nutri-Score – dichiara Antonio Auricchio, presidente di AFIDOP – e alle etichette basate su quantitativi di riferimento scollegati dalle abitudini di consumo nella dieta quotidiana. Si tratta di strumenti fuorvianti che svalorizzano l’immagine delle DOP e disincentivano il consumo dei nostri piatti banalizzando i valori nutritivi dei nostri prodotti. Sosteniamo e promuoviamo informazioni corrette e complete al consumatore per una alimentazione sana ed equilibrata e proprio per questo ci uniamo a quanti, in Italia e in Europa, ritengono il Nutri-Score un sistema ingannevole per il consumatore ed esortano il decisore pubblico a fare muro contro l’attuazione di questa proposta”.

Se il Nutri-Score venisse approvato dall’UE, a farne le spese non sarebbe solo il consumatore, ma anche il Sistema-Paese. Secondo il rapporto Ismea-Qualivita, quello dei formaggi DOP/IGP è un comparto strategico del Made in Italy alimentare, con 55 prodotti caseari a denominazione e quasi 26mila operatori, che generano un valore di 4,2 miliardi di euro alla produzione, pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP. Un modello che rappresenta una tradizione millenaria che nessuno in Ue riesce ad uguagliare, una filiera che le decisioni di Bruxelles mettono a rischio… a 30 anni esatti dalla nascita delle DOP e IGP

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