venerdì, Febbraio 23, 2024
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Il 1° maggio nell’era del Coronavirus: le parole del Presidente Testolin

Oggi si celebra la Festa dei lavoratori, accompagnata dalle parole del Presidente della Regione Renzo Testolin, in un anno estremamente delicato.

Il 1° maggio non sarà vissuto allo stesso modo dai lavoratori, in un 2020 caratterizzato dall’emergenza COVID-19, laddove l’Italia è ancora in lockdown, nell’attesa dell’inizio della fase 2.

Questo è un giorno da dedicare, tra i tanti, ad alcune categorie di lavoratori che continuano incessantemente a svolgere le loro mansioni, a partire dagli operatori sanitari, i quali cercano di salvare quotidianamente vite, senza dimenticare gli addetti dei supermercati che hanno l’obiettivo di garantire beni di prima necessità ai cittadini.

A tal proposito il Presidente della Regione Renzo Testolin ha affermato: “Oggi siamo a riconoscere un pensiero ed un ringraziamento particolare a tutti quei lavoratori che in questi mesi hanno assistito tutta la popolazione nel percorso sanitario e nella profonda crisi che ci ha toccati e un pensiero di solidarietà verso tutte quelle categorie di lavoratori che non hanno ancora potuto riprendere la loro attività”.

E’ un momento che ci aiuta a riflettere anche sul cambiamento repentino delle modalità di lavoro per altre categorie, determinato dallo smart working, che ha rivoluzionato diversi settori, nonché la vita dei lavoratori stessi, che si sono ritrovati a svolgere le loro mansioni presso le proprie abitazioni.

Il Presidente della Regione Renzo Testolin ha espresso solidarietà nei confronti dei lavoratori valdostani: “Il momento che stiamo vivendo è un momento difficile e molto confuso che, a causa delle incertezze sui tempi di ripresa di tutte le attività, sicuramente non aiuta a vivere con la giusta serenità un giorno che abitualmente è di festa e di riconoscenza per coloro che si sono spesi con passione e serietà nella loro professione”.

Infine Testolin ha voluto lanciare un messaggio di speranza ai cittadini: “È difficile spiegare a chi non può lavorare, che versa magari in situazioni economiche e finanziarie precarie, di credere in un futuro migliore, ma, nel rispetto delle difficoltà e delle criticità che stiamo vivendo, credo che dobbiamo veramente guardare con la necessaria positività al futuro prossimo, con l’idea che solo con la salute, la giusta determinazione e la forza di volontà potremo trovare la giusta strada per ripartire appena possibile e ritrovare l’entusiasmo e la dignità che solo il lavoro ci può garantire”.

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